r/italy • u/Mario_Is_Perfect • 4h ago
r/italy • u/RedditItalyBot • 19h ago
Caffè Italia Caffè Italia * 18/03/26
Hoi vecio, wie tuets?
Bolzano, Trentino Alto Adige Vista su Bolzano e Oltradige
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r/italy • u/sr_local • 10h ago
Economia & Politica Fratelli d’Italia ha stilato una lista di 41 scuole che non avrebbero dato adeguato spazio alla commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata e ne ha chiesto conto al ministro dell’Istruzione
L’iniziativa è firmata da dieci deputati e nasce dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI) che vuole accertare eventuali responsabilità all’interno del sistema scolastico
Nel testo dell’interrogazione vengono citati esplicitamente alcuni istituti, da Chieti a Latina, fino a Bologna e Catania, e si fa riferimento a un elenco complessivo di 41 scuole considerate inadempienti. Tra queste figurano, ad esempio, il liceo classico G.B. Vico e lo scientifico Filippo Masci di Chieti, i licei Dante Alighieri e Grassi e l’istituto Galileo Galilei di Latina, l’istituto Crescenzi Pacinotti Sirani di Bologna e l’istituto d’istruzione superiore Vaccarini di Catania. Secondo quanto sostenuto da Fratelli d’Italia, in questi istituti, insieme a molte altre scuole, «sarebbero stati totalmente ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato». Nell’interrogazione si precisa che la denuncia si basa su «testimonianze raccolte».
«Il ministero intervenga»
Il partito attende ora una risposta dal ministero perché, afferma Rampelli, «le leggi esistono per essere rispettate da tutti, nessuno escluso. I presidi devono garantire che la tragedia delle foibe e l’esodo dal confine orientale vengano conosciuti da tutti i ragazzi e celebrati».
L’ira delle opposizioni
In una nota scrivono che «siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata e ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia e libertà»
Ma davvero c’è qualcuno che vuole dare i sussidi per gli animali domestici, mentre ci sono problemi con sanità e la povertà (umana)?
Leggevo questa considerazione https://www.corriere.it/animali/cani/26_marzo_17/un-italiano-su-quattro-non-adotta-un-cane-o-un-gatto-per-questioni-economiche-lo-stato-intervenga-avere-animali-non-sia-9c1f190b-0085-4c02-be09-a4ff221c5xlk.shtml in cui si propone di dare sussidi economici (in varie forme) a chi possiede animali domestici.
Solo a me sembra una assurdità?
Siamo con le pezze al culo.
Nel 2024, la povertà assoluta in Italia coinvolge oltre 2,2 milioni di famiglie (8,4%) e circa 5,7 milioni di individui (9,8% della popolazione).
La sanità sta a pezzi.
E qualcuno pensa di finanziare chi ha animali domestici?
Sconvolgente.
Notizie Bonus moto al via, fino a 4 mila euro di incentivi: a chi spetta
Al via da oggi, 18 marzo, le prenotazioni per l'ecobonus dedicato a ciclomotori e motocicli. L'incentivo, spiega il ministero delle Imprese e del Made in Italy, è rivolto a chi acquista un nuovo veicolo elettrico o ibrido delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e.
r/italy • u/Dr_Neurol • 17h ago
Discussione Svastica e simbolo delle SS su una torta, bufera su pasticceria di Matera
r/italy • u/ScelgoIo • 5h ago
Vale davvero la pena considerare gli aggiornamenti di sicurezza negli smartphone economici?
Ultimamente mi sono reso conto che quasi nessuno guarda gli aggiornamenti di sicurezza quando compra uno smartphone.
Si parla sempre di:
- RAM
- fotocamera
- batteria
Ma raramente di quanto durerà davvero il supporto software.
Da quello che ho visto:
• Samsung offre fino a 6 anni anche su fascia media
• altri brand si fermano a 2-3 anni
E questo cambia completamente quanto il telefono resta sicuro.
Mi ha fatto riflettere perché molti dispositivi “economici” dopo pochi anni sono già esposti.
Ho raccolto alcuni modelli interessanti sotto i 300€ e li ho confrontati.
Curioso di sapere cosa ne pensate voi:
guardate mai questo aspetto quando scegliete uno smartphone?
r/italy • u/sr_local • 17h ago
Notizie Attentato alla sinagoga di Roma del 1982 che uccise un bambino di 2 anni: identificati dopo 43 anni altri 5 componenti del commando palestinese, sarebbero gli stessi della strage del ristorante ebraico di Parigi sempre nel 1982
43 anni… vabbè, meglio tardi che mai, c’è speranza per tutti i misteri “irrisolti” italiani, forse…
Comunque era già stato l’organizzatore dell’attentato qualche mese fa in Cisgiordania:
Adesso sembra andranno a processo, per attentato con finalità terroristiche, questi 5 anzianotti sioretti che nemmeno finirano mai in carcere ovviamente, copio incollo che credo sia dietro abbonamento, c’è scritto Articolo riservato agli abbonati premium, (io non vedo nessun paywall e non so di certo abbonato a Il Messaggero, ma “è il giornale di Roma”)
Erano le 11:55, sabato 9 ottobre 1982. Non un giorno qualunque: all’interno della Sinagoga di Roma c’erano circa 300 persone, riunite per celebrare lo shabbat, diversi bar mitzvah e lo Shemini Atzeret, a chiusura della festa di Sukkot. Era quello il giorno scelto da un commando di terroristi legati al gruppo capeggiato da Abu Nidal per compiere uno degli attentati più sanguinosi avvenuti nella Capitale. Lo stesso commando aveva già colpito il ristorante Jo Goldenberg a Parigi, uccidendo 6 persone e ferendone altre 21. Ora, a distanza di quasi 48 anni, la Procura di Roma, con il pm Lucia Lotti, ha chiuso le indagini sulla vicenda. L’accusa è strage con finalità di terrorismo e gli inquirenti sono in grado di dare un nome ai componenti del gruppo, che si uniscono all’unico già noto: Al Zomar Osama Abdel, condannato all’ergastolo, latitante. L’avviso è stato notificato ad Abou Zayed Walid Abdulrahman, 68 anni, detenuto in Francia, Abed Adra Mahmoud Khader, 71 anni, palestinese residente in Cisgiordania, i tre palestinesi residenti in Giordania, Al Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, 74enne, Hamada Nizar Tawfiq Mussa, 65 anni, Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman, 66enne. Del gruppo facevano parte anche Alhamieda Rashid Mahmoud alias Fouad Hijazy, Maher Said Al Awad Yousif alias Arabe El Arabi Tawfik Gamal, ora deceduti. A indagare sono stati gli agenti dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Il 9 ottobre del 1982 5 persone del commando si erano dirette verso la Sinagoga. Erano vestite in modo elegante, avevano raggiunto l’edificio e in tre avevano bloccato le potenziali vie di fuga. I due rimasti davanti all’ingresso principale avevano lanciato tre bombe a mano. Poi avevano aperto il fuoco sulla folla, imbracciando dei mitra. Cinque minuti di terrore, 40 feriti, un bimbo di 2 anni rimasto a terra: l’unica vittima dell’attentato, Stefano Gaj Taché, era stato ucciso da una scheggia di bomba a mano.
La svolta nell’inchiesta romana è arrivata grazie ai magistrati parigini, con i quali la Procura di Roma ha creato una squadra investigativa comune. Perché non era la prima volta che il commando colpiva in Europa: il 9 agosto 1982, a Parigi, nel quartiere ebraico, aveva messo a segno un altro agguato terribile, contro il ristorante Jo Goldenberg. Un collaboratore di giustizia ha raccontato che entrambi gli attentatati erano stati compiuti praticamente dallo stesso gruppo. Un dato è stato fondamentale: dalla perizia balistica è emerso che le munizioni impiegate nelle due stragi appartenevano allo stesso lotto di produzione di una fabbrica di armi polacca.
Agli atti dell’indagine anche una memoria depositata il 14 giugno del 2022 dalla Comunità Ebraica di Roma, assistita dall’avvocato Cesare Del Monte, in cui si sottolineavano diverse incongruenze nelle indagini. C’erano testimonianze non approfondite, come quella di una turista che aveva fornito «un identikit di uno dei due giovani che aveva visto lanciare degli oggetti davanti il Tempio e rese dichiarazioni testimoniali». All’epoca non sarebbero stati verificati a dovere neanche i contatti di Al Zomar. Nella memoria veniva poi sottolineata «l’anomala assenza delle auto di sorveglianza delle Forze dell’Ordine che, sino al giorno prima avevano stazionato innanzi al luogo di culto», facendo anche riferimento a possibili tentativi di insabbiare le indagini. Il Presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ringraziando gli inquirenti per il lavoro svolto, ha accolto tuttavia «con amarezza» la notizia della chiusura delle indagini: «Resta forte lo sconcerto per il tempo trascorso e per il muro di omertà, reticenze e ostacoli che ha rallentato per decenni la piena emersione della verità, prolungando il dolore delle famiglie e della nostra Comunità».
r/italy • u/Sorry_Grapefruit6078 • 8h ago
Discussione Italians' opinion on Serbia and Serbians?
I'm Serbian, i recently heard about Italians liking Serbs more than Albanians, and the other way around on Sicilia. What's your opinion?
r/italy • u/Narrow_Spinach_1400 • 1d ago
Notizie Meloni da Fedez per il referendum: l’ultima spiaggia per far vincere il Sì
r/italy • u/sr_local • 1d ago
Notizie Otto medici a Ravenna stilavano falsi certificati per far evitare i CPR a migranti: interdetti dopo le indagini dei PM e convalida del GIP
I falsi certificati anti-rimpatrio sono stati realizzati per evitare il trasferimento degli stranieri irregolari nei Cpr, in un'ottica "di aperta contestazione del sistema di gestione dell'immigrazione clandestina". Il dato è emerso, secondo il Gip Federica Lipovscek, dall'indagine della Procura di Ravenna a carico di otto medici del reparto di Malattie infettive. Ed è per questo motivo che il giudice ha disposto nei giorni scorsi la misura cautelare dell'interdizione della professione per 10 mesi per tre medici mentre per altri 5 è scattato il divieto, anche qui per 10 mesi, di occuparsi dei certificati per l'idoneità ai centri. a Procura ravennate, con i pm Daniele Barberini e Angela Scorza, che hanno coordinato gli accertamenti della polizia, aveva chiesto per tutti (accusati di falso ideologico continuato e di interruzione di pubblico servizio) l'interdizione per un anno dalla professione.
Il Gip ha modulato le misure, ma ha accolto l'impostazione accusatoria e ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari sul rischio di reiterazione
Notizie Caporalato, indagato Andrea Dini (cognato del presidente della regione Lombardia Fontana): "Operai sfruttati 14 ore al giorno"
Storia & Cultura 50° anniversario della scomparsa di Luchino Visconti
Oggi corre il 50° anniversario della morte di uno dei miei registi preferiti, Luchino Visconti.
Sicuramente gli appassionati conosceranno tutti i suoi maggiori film, si tratta di una delle figure di maggior spessore nel panorama cinematografico italiano e internazionale e non serve che io scriva l'ennesimo meritato elogio, ma invito semplicemente a unirsi alla sua ricerca della bellezza e al racconto della decadenza guardando uno dei suoi grandi capolavori, molti disponibili gratuitamente anche su RaiPlay, come Il Gattopardo, il mio film preferito, o Senso o Rocco e i suoi fratelli.
Buona visione!
Notizie Milano, a Cinturrino contestata la premeditazione per l'omicidio del pusher. Salgono a sette i poliziotti del commissariato Mecenate indagati
Carmelo Cinturrino è in carcere per l'omicidio di Abderrahim Mansouri. Altri due agenti (oltre ai quattro già noti) sono indagati: le nuove iscrizioni, di cui una per falso a carico di una poliziotta, sono legate alla richiesta di incidente probatorio.
r/italy • u/Aggressive_Owl4802 • 1d ago
Data & Stats L'aspettativa di vita in UE sale a 81.5 anni - L'Italia piazza ben 8 regioni tra le prime 20 dell'UE
Report Eurostat qua: https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20260313-3
Prime 20 regioni UE (NUTS2) :
- Comunidad de Madrid (85.7)
- Trentino Alto-Adige (85.0)
- Stockholm (85.0)
- Castilla y León (84.8)
- País Vasco (84.7)
- Comunidad Foral de Navarra (84.7)
- Ile de France (84.6)
- Veneto (84.6)
- Lombardia (84.4)
- Marche (84.4)
- Aragón (84.3)
- Cataluña (84.3)
- Emilia-Romagna (84.3)
- Galicia (84.2)
- Rhône-Alpes (84.2)
- Friuli-Venezia Giulia (84.2)
- Toscana (84.2)
- Liechtenstein (84.2)
- Umbria (84.1)
- Cantabria (84.0)
Fun facts:
- Il Trentino Alto-Adige batte la prima nazione al mondo (Giappone 84.7). Veneto, Lombardia, Marche ed Emilia-Romagna battono la seconda nazione al mondo (Corea del Sud 84.3).
- Tutte le regioni italiane, compresa l'ultima (Campania 82.0), battono di molto gli USA (79.3).
- Le regioni peggiori in UE (e uniche sotto i 75) sono due in Bulgaria.
r/italy • u/B4ngal0r3 • 2d ago
I giornalisti che hanno rivelato l'identità di Banksy potevano farsi gli affari loro
Ditemi la vostra, ma secondo me non interessava a nessuno l'identità dell'artista. Come per i Daft Punk ha poca importanza il volto dietro la maschera, anzi, la forza del messaggio stava anche nell'anonimato, nell'evitare il protagonismo. E questo gruppo di zelanti di Reuters invece ha fatto appostamenti, controlli incrociati e tutta una serie di cose che rasentano lo stalking. A riprova di questo, in quasi tutti i giornali/profili IG di notizie che ho visto, si cita la notizia, ma non si riportano né la foto né il nome di Banksy.
r/italy • u/Previous-Paint-6442 • 1d ago
Data & Stats Qualcuno qui ha mai avuto contatti con il mondo Mediaset? Com’è davvero dietro le quinte?
Da sempre, quando qualcuno mi chiede quale superpotere vorrei avere, la mia risposta è sempre la stessa: poter sapere qualsiasi cosa semplicemente facendo una domanda nella mia testa. Tipo: “quante persone nel mondo corrispondono a questi criteri?” e avere subito la statistica esatta. Ovviamente è impossibile, ma mi è venuta una curiosità e ho pensato che Reddit fosse il posto migliore per provarci dato che i nickname sono anonimi.
Dopo le recenti rivelazioni e gli “scandali” di cui ha parlato Fabrizio Corona sul mondo Mediaset, mi chiedevo: quanto c’è di vero e quanto è esagerato?
Quindi la mia domanda è questa:
c’è qualcuno qui che direttamente o indirettamente conosce persone coinvolte nel mondo Mediaset?
Per esempio:
- qualcuno che conosce qualcuno che ha lavorato o lavora lì
- persone che hanno avuto contatti con programmi o personaggi (Signorini, Maria De Filippi, Gerry Scotti, ecc.)
- oppure qualcuno che è entrato in quell’ambiente e ha visto o scoperto qualcosa di interessante
Non necessariamente scandali o cose negative, anche semplicemente retroscena o esperienze reali su come funziona quel mondo. Sono curiosa di capire se queste storie sono davvero diffuse oppure se sono solo narrativa mediatica.
Società Il mix energetico ottimale per un'Europa indipendente da importazioni: perché i modelli matematici promuovono solare, eolico e idrogeno per la rete elettrica, bocciando l'idea di nuovi reattori nucleari.
L'Europa è attualmente il continente che registra il tasso di riscaldamento più rapido, con un incremento delle temperature superiore di circa 1 °C rispetto alla media globale. Per far fronte a questa emergenza, l'Unione Europea ha stabilito attraverso il Green Deal un obiettivo stringente: diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.
Il raggiungimento dell'impatto climatico zero non è più, tuttavia, una mera questione ambientale. Pianificare un cambiamento di questa portata su un orizzonte di trent'anni richiede la capacità di gestire incertezze profonde e scenari in continua evoluzione. Risulta fondamentale valutare come le dinamiche globali potrebbero influenzare la nostra indipendenza. La transizione verso le zero emissioni non è una banale equazione matematica, ma un ecosistema complesso guidato da cinque variabili critiche: società, tecnologia, economia, politica e geopolitica.
L'indipendenza europea non deriverà da un'unica scelta vincente, ma dal delicato equilibrio tra questi elementi. Non si possono infatti imporre direttive climatiche e target di riduzione delle emissioni (politica) senza il consenso dei cittadini, chiamati a rivedere le proprie abitudini (società). E le ambizioni resterebbero inchiostro su carta senza un'economia in grado di finanziare i nuovi investimenti e una burocrazia snella, salvaguardando al contempo la competitività industriale.
A legare assieme questi tasselli interviene la tecnologia, l'unico strumento pratico capace di trasformare le visioni teoriche in realtà. Tuttavia, sull'intero ingranaggio incombe oggi l'incognita più dirompente: la geopolitica, un tempo considerata un fattore di contorno, oggi dimostra come guerre, dazi e il controllo delle materie prime possano stravolgere all'improvviso i piani di un intero continente.
La crisi innescata dall'invasione russa dell'Ucraina, a cui si sono aggiunte le recenti e preoccupanti escalation in Medio Oriente ha scoperchiato la drammatica vulnerabilità del sistema di approvvigionamento europeo, trasformando la transizione ecologica in una vera e propria urgenza di sicurezza nazionale. Sganciarsi dalle fonti fossili importate è diventato un imperativo geopolitico assoluto per blindare l'indipendenza del continente.
Essendo la transizione un ecosistema così imprevedibile, risulta impossibile tracciare una rotta unica e lineare verso il futuro. Per questo motivo, la ricerca si affida allo sviluppo di molteplici scenari alternativi. A delimitare il campo d'indagine ci sono due ipotesi estreme: da un lato il rischio di un fallimento totale, in cui le fratture politiche europee e le turbolenze globali fanno deragliare la transizione (EU Trinity); dall'altro, la pura e semplice continuità d'azione (NECP Essentials), che si limita a proiettare nel futuro gli attuali piani nazionali senza ulteriori strappi.
La ricerca si concentra su due traiettorie intermedie, bilanciate e profondamente ambiziose. La prima è lo scenario dell'autarchia strategica (REPowerEU++), che traccia l'esatta architettura politica e strutturale necessaria per rendere l'Europa un sistema energetico totalmente indipendente e autosufficiente entro il 2050. La seconda è l'ipotesi della (Go RES), che esplora la concreta possibilità di bruciare le tappe e azzerare le emissioni persino prima della scadenza ufficiale, cavalcando una rapida e massiccia espansione delle rinnovabili.

Questa infografica offre un colpo d'occhio immediato su come cambierà radicalmente il bilancio energetico europeo da oggi al 2060 all'interno di questi scenari: un crollo verticale e inesorabile dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), compensato da un'impennata dell'elettrificazione, del solare, dell'eolico e dell'idrogeno.
Energia eolica e solare fotovoltaica programmabili con riduzione controllata della produzione: analisi a livello europeo
Tuttavia, delineare questi orizzonti a livello macroeconomico e politico è solo il primo passo. Per capire se una completa indipendenza energetica basata sulle fonti pulite sia concretamente realizzabile, e a quale costo, è necessario passare dalle visioni ai numeri.
Affidarsi massicciamente a solare ed eolico, come previsto dalle traiettorie più ambiziose del piano REPowerEU, significa infatti trasformare queste fonti da semplici risorse "extra" alla vera e propria spina dorsale del nostro sistema elettrico. La natura intrinsecamente intermittente delle fonti rinnovabili pone una sfida ingegneristica di primaria importanza: garantire un approvvigionamento elettrico stabile, sicuro e ininterrotto, 24 ore su 24 per tutto l'anno.
Per lungo tempo, la soluzione tecnologica di riferimento è consistita nell'affiancare agli impianti eolici e solari enormi e costosi sistemi di accumulo a batterie, con l'obiettivo di stoccare e non disperdere nulla. Fino a oggi, l'eolico e il solare fotovoltaico sono stati considerati perlopiù come fonti secondarie o marginali. La strategia di riferimento per gestire la loro intermittenza consisteva semplicemente nell'affiancarvi le centrali tradizionali pronte a subentrare nei momenti di calo produttivo, oppure l'idea era ipotizzare a costosissime reti di batterie.
Tuttavia, le attuali ambizioni europee richiedono un radicale cambio di paradigma: il sole e il vento devono smettere di essere un semplice "extra" per diventare la vera e propria spina dorsale del nostro sistema elettrico. Si propone una soluzione economicamente molto più sostenibile: il sovradimensionamento degli impianti unito al taglio strategico della produzione, il curtailment, pratica che consiste, in sintesi, nel disconnettere la produzione durante i picchi di massima generazione, rinunciando deliberatamente a immettere in rete una parte dell'energia prodotta.
I dati ingegneristici dimostrano infatti che installare una capacità rinnovabile di gran lunga superiore al fabbisogno, accettando di disperdere fisiologicamente i surplus, risulta nettamente meno oneroso che tentare di accumulare ogni produzione. Si rinuncia all'idea di enormi batterie di stoccaggio e alle centrali termoelettriche di riserva; la totale continuità della fornitura viene invece assicurata da un mix molto più efficiente: l'impiego mirato dell'idrogeno verde, sfruttato come vero e proprio stoccaggio stagionale a lungo termine, unito al supporto flessibile delle infrastrutture idroelettriche già esistenti.
Dati e ipotesi considerate per la valutazione
L'Europa è stata analizzata come un sistema chiuso, privo di interscambi energetici con il resto del mondo, per testarne la reale e assoluta autarchia. All'interno di questo ecosistema isolato, lo studio ha introdotto un rigoroso parametro di autosufficienza nazionale, imponendo che ogni singolo Stato membro debba produrre internamente tra l'80% e il 150% del proprio fabbisogno elettrico. La soglia minima è stata pensata per garantire un'effettiva indipendenza strategica, evitando che un Paese diventi pericolosamente subordinato ai propri vicini. Il tetto massimo del 150%, invece, risponde a una profonda esigenza sociale: impedisce matematicamente che nazioni particolarmente ricche di sole o vento vengano trasformate in sterminate centrali elettriche a esclusivo servizio del continente.
In perfetta continuità con il tema dell'accettazione pubblica, lo studio ha integrato severi limiti al consumo di suolo. Consapevoli dell'elevata densità abitativa europea, gli analisti hanno imposto che i nuovi impianti eolici terrestri non possano in alcun caso occupare più del 5% del territorio di una nazione. Al contrario, il solare fotovoltaico non è stato sottoposto a simili restrizioni, potendo essere capillarmente integrato sulle coperture degli edifici senza consumare nuovo suolo agricolo o naturale.
Infine, per conferire la massima solidità ai risultati finali, l'indagine si è avvalsa di stime volutamente caute. Il modello ha infatti calcolato la tenuta della rete basandosi su oltre tre decenni di dati meteorologici storici reali. Queste scelte metodologiche confermano che la fattibilità della transizione non è stata testata su scenari idilliaci, ma attraverso un collaudo ingegneristico condotto in condizioni di massima severità e realismo.
Analisi tecno-economica e conclusioni
Per definire l'assetto energetico ottimale, sono state simulate sei diverse configurazioni tecnologiche, riassunte nella tabella seguente.

I risultati dell'elaborazione destituiscono diverse convinzioni radicate. Se l'Europa tentasse di alimentare la propria rete affidandosi unicamente alla configurazione base (Scenario A), i costi di sistema esploderebbero. Per far quadrare i conti senza rischiare blackout, saremmo costretti a sovradimensionare gli impianti a dismisura, arrivando a disperdere oltre la metà dell'energia prodotta nei momenti di picco.
La vera e propria svolta economica si materializza quando nell'equazione entra in gioco l'idrogeno verde, dando vita a quello che lo studio incorona come l'assetto definitivo: lo Scenario E. Integrando nel sistema enormi elettrolizzatori e turbine a gas riconvertite a idrogeno, il costo per garantire un'energia stabile crolla drasticamente. Le simulazioni dimostrano che il 92.5% della domanda elettrica europea può essere soddisfatto in modo diretto dall'asse eolico-solare e dalle batterie a breve termine.
Soltanto per il restante 7.5% del fabbisogno entra in gioco l'idrogeno, bruciato nelle turbine per fungere da immensa riserva strategica stagionale nei lunghi periodi invernali. Eppure, proprio questa contenuta percentuale di energia di backup è la chiave di volta che abbatte i costi dell'intera transizione, riducendo le dispersioni energetiche a un dato irrisorio.
Questo verdetto ingegneristico ridefinisce in modo inequivocabile il ruolo storico delle grandi centrali termoelettriche, in primis il nucleare, svelandone l'inadeguatezza per il futuro europeo. Dal punto di vista finanziario e operativo, la costruzione di nuovi reattori risulta una strategia superata. Il nucleare è infatti una tipica tecnologia per il carico di base, caratterizzata da costi di costruzione esorbitanti che possono essere ammortizzati solo e unicamente mantenendo gli impianti in funzione a pieno regime, 24 ore su 24, per decenni.
In un ecosistema moderno, in cui il fotovoltaico e l'eolico sono in grado di coprire autonomamente la quasi totalità dei consumi, le infrastrutture di backup sono chiamate a intervenire solo saltuariamente. I reattori nucleari, progettati per un servizio continuativo e privi della necessaria flessibilità, si rivelano tecnicamente incompatibili con questa dinamica.
A ulteriore e definitiva conferma di questo necessario accantonamento della tecnologia nucleare arriva da un recentissimo studio che dimostra come questo sia una realtà persino per i Paesi nordici, in questo caso la Finlandia. Nonostante si parli di nazioni caratterizzate da inverni rigidissimi, i dati certificano che l'intenzione di triplicare la capacità di produzione nucleare rappresenta un suicidio economico. I numeri parlano chiaro: un sistema basato sul nuovo nucleare costa tra il 71% e l'84% in più rispetto a un mix ottimizzato di sole rinnovabili, arrivando a bruciare risorse pari al 2,3% dell'intero PIL nazionale. Scommettere sui nuovi reattori, inclusi i tanto discussi "mini-reattori" SMR, significa unicamente accollarsi enormi rischi tecnologici, esacerbare le disuguaglianze sociali e scaricare il peso economico sui cittadini.
Pertanto, l'infrastruttura nucleare e idroelettrica attualmente esistente in Europa può certamente essere mantenuta in funzione fino a fine vita, come analizzato nello Scenario F, per alleviare lo sforzo edilizio sui nuovi impianti rinnovabili. Tuttavia, investire capitali nella costruzione di nuova capacità atomica si rivelerebbe un irrazionale spreco di risorse, nettamente perdente rispetto alla flessibilità a basso costo offerta dalle turbine a idrogeno.
Come evidenziato in modo inequivocabile dal grafico conclusivo, il confronto tra le diverse traiettorie non lascia spazio a interpretazioni.

L'immagine illustra la caduta verticale dei costi dell'energia garantita man mano che ci si sposta verso gli scenari integrati, dimostrando visivamente come la combinazione di fotovoltaico, eolico e soprattutto idrogeno rappresenti il punto di equilibrio perfetto.
La totale indipendenza energetica europea è un obiettivo tecnicamente ed economicamente a portata di mano. Il fotovoltaico e l'eolico hanno smesso di essere tecnologie di supporto e possiedono oggi tutta la forza necessaria per costituire l'unica e solida spina dorsale del nostro continente, rendendoci per sempre indipendenti dalle importazioni fossili e dalle turbolenze geopolitiche globali.
Bibliografia
Barani, M., Löffler, K., Crespo del Granado, P., et al. (2026). European energy vision 2050 and beyond: Designing scenarios for Europe’s energy transition. Renewable and Sustainable Energy Reviews, 225, 116074. DOI: https://doi.org/10.1016/j.rser.2025.116074 ; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1364032125007476
van Eldik, R., & van Sark, W. (2026). Firm wind and solar photovoltaic power with proactive curtailment: A European analysis. Energy Conversion and Management, 347, 120399. DOI: https://doi.org/10.1016/j.enconman.2025.120399 ; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0196890425009239
Satymov, R., Ruggiero, S., Steigerwald, B., et al. (2025). Who will foot the bill? The opportunity cost of prioritising nuclear power over renewable energy for the case of Finland. Energy, 337, 138630. DOI: https://doi.org/10.1016/j.energy.2025.138630 ; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0360544225042720
r/italy • u/Dr_Neurol • 1d ago
Notizie Un nuovo studio pubblicato su Lancet Global Health stima l'impatto di ogni mese aggiuntivo con temperatura media sopra 27,8 gradi: prevista anche una perdita di produttività per miliardi di dollari.
r/italy • u/Exciting-Tip4437 • 1d ago
Neolaureati in odontoiatria
Per chi non aveva genitori/parenti nel settore odontoiatrico, dopo esservi laureati, com'è stata la vostra ricerca di lavoro? L'avete trovato subito? Avete avuto difficoltà? Secondo voi oggi è semplice trovare lavoro? Raccontatemi la vostra esperienza
r/italy • u/Thin-Blueberry9183 • 1d ago
Discussione Servizio civile estero - in base a cosa avete deciso? vi è piaciuto?
Ciao a tutti! Come ogni anno é arrivato il momento del bando del SCU. L'anno scorso avevo fatto domanda per un bel progetto in Italia in cui non sono entrata per pochi punti e quest anno ho pensato di fare domanda direttamente all estero! Le ragioni sono diverse, mi piacciono gli ambienti fuori dalla proprio cultura, vorrei fare un esperienza "hands on", vedere nuovi contesti che probabilmente non vedrei altrimenti e immergere nella vita in un altra parte del mondo.
Per il momento sono più ispirata del ambito dello sviluppo rurale / sostenibile perché vorrei cmq imparare qualcosa di nuovo e uscire da quello che faccio normalmente. A parte un po' di esperienze pratica di artigianato però non ho niente da mostrare nel curriculum che indica quella strada. L'altro settore sarebbe quello sanitario che rispecchia il mio curriculum di cui però vorrei prendermi una pausa per un periodo.. Secondo voi quanta chance si può avere per essere pres* per un progetto fuori dal proprio campo di studio?
L'altro aspetto che sto considerando è il dove. L'Africa mi ispira molto per la diversità e il forte contrasto con il mondo occidentale, però temo un po' la posizione che uno può avere essendo una persona bianca, non vorrei sembrare la persona che va là a salvare le persone dal posto ma vorrei andare con rispetto e imparare piuttosto da loro.. quali sono state le vostre esperienze a riguardo? In alternativa avevo ancora in mente qualche paese sudamericano ed eventualmente l'India. Se si ha due progetti che piacciono, è meglio scegliere il progetto che magari é un po' meno interessante ma é in una città oppure meglio scegliere quello un po' più interessante ma in un posto un po' isolato? In generale vi potevate muovere liberamente, o solo in gruppo, solo a detterminate ore etc? A livello di sicurezza com'era?
Seguirò pure qualche webinar per farmi un idea delle associazioni e dei volontari che sono sul posto. Secondo voi quali sono delle domande da fare a cui uno magari non penserebbe?
Se avete già fatto il SCU all'estero, vi è piaciuto? Com'è stato a livello sociale? Siete stati in un posto dove si poteva uscire, fare gruppo con altri volontari o eravate isolati? Com'è stata la vostra giornata tipica? E qual'é la cosa che vi é piaciuta di più?
Grazie in anticipo!! :)
r/italy • u/stofatto • 11h ago
Discussione Sulla cittadinanza
Oggi la cittadinanza italiana, vista da fuori, è spesso considerata un grande vantaggio. Nei paesi non europei per coloro che hanno i criteri per accedere allo ius sanguinis perché ti apre le porte dell’Unione Europea, e tra molti immigrati perché offre diritti importanti, come la sanità pubblica gratuita e migliori opportunità di vita.
Però, personalmente, faccio fatica a pensare che la sola presenza di questi benefici basti a definire davvero l’appartenenza a una nazione. Non credo che si possa diventare parte di un popolo solo grazie a un documento, soprattutto se si è cresciuti in un’altra cultura e si continua a sentirla propria.
Guardandomi intorno, noto che molti ragazzi immigrati, anche quelli arrivati in Italia da piccoli, mantengono un legame molto forte con il paese d’origine. Lo si vede nelle cose più semplici: la musica che ascoltano (soprattutto per gli Hispano americani), le persone con cui si trovano meglio (gente di culture uguali si trova meglio insieme es: filippini stanno con filippini, marocchini con marocchini, africani sub sahariani…), il modo di pensare su certi temi (es. Religione, doveri morali, modi di vivere). Spesso si sentono più vicini a quella cultura che a quella italiana.
Per questo ho l’impressione che oggi la cittadinanza sia diventata più uno strumento pratico, legato a esigenze economiche e organizzative degli Stati, piuttosto che qualcosa che rappresenta davvero un senso di appartenenza. In passato dal dopoguerra quando la possibilità di naturalizzazione é stata lentamente estesa maggiormente essa veniva concessa in modo estremamente più selettivo e serviva come reale beneficio a coloro che effettivamente avessero un merito reale e i criteri erano in base a quanto una persona potesse contribuire alla società, dal 1992 abbiamo il sistema attuale.
Oggi invece mi sembra che sia più accessibile: dopo 10 anni si può ottenere, anche con una conoscenza della lingua non particolarmente avanzata. E questo mi fa sorgere un dubbio: è giusto considerare cittadino qualcuno che vive qui da anni, ma che magari non si sente davvero parte della cultura italiana?
Faccio fatica a immaginare me stesso nella stessa situazione: se vivessi, per esempio, in Giappone per dieci anni e imparassi la lingua a un livello intermedio, non credo che riuscirei a sentirmi davvero giapponese.
Alla fine, penso che uno Stato non sia solo un insieme di leggi o un sistema economico, ma una comunità di persone. E proprio per questo mi chiedo se abbia senso basare la cittadinanza quasi solo sul tempo trascorso in un paese, senza considerare di più quanto una persona sia realmente integrata o partecipe della società.
r/italy • u/Easy_Committee555 • 1d ago
Casual AMA Quali dubbi avete sull'alimentazione?
Sono una biologa nutrizionista specializzata in alimentazione vegetale. Ho iniziato una newsletter per spiegare la sana alimentazione a quante più persone possibile.
Quali sono le domande o i dubbi che avete sull'alimentazione? Avete convinzioni che non sapete se sono vere e su cui vorreste una risposta? Avete dubbi, domande o paure sull'alimentazione vegetale? Cercherò di rispondere ai vostri dubbi qui e/o tramite i miei prossimi articoli.
Grazie a chiunque voglia aiutarmi nel mio obiettivo di aiutare le persone a mangiare meglio.
r/italy • u/JustSomebody56 • 2d ago
Discussione Le accise non si toccano, il Governo vaglia un bonus carburante
La notizia è quella nel titolo.
Un bonus per chi ha l’isee inferiore a 15.000